Presa dagli ultimi eventi mi rendo conto di aver tralasciato i racconti del mio breve percorso da Puttana.

Come ho già detto tutto è iniziato in una chat, ma alla fine, con tutte le persone che mi hanno conttattato non si è concretizzato nulla.

Molte promesse, molte fantasie ma nulla di fatto. Ciò che più mi divertiva era scoprire le assurde fantasie di alcuni uomini e in qualche modo assecondarle, anche se solo scrivendo.

Un ragazzo di Firenze era disposto a pagare ben 1000 euro per leccarmi i piedi e avere una padrona che gli desse ordini e lo umiliasse. La cosa mi divertiva così sono stata al gioco.

Gli ho chiesto di preparare una busta in cui avrebbe messo una banconota da 500 euro, e poi ogni giorno una banconosta da 10 euro, fino ad arrivare alla somma pattuita. Qualche volta gli ho concesso di sentirci per telefono, lui era fidanzato, ed io gli davo ordini e direttive su quello che avrebbe dovuto fare la sera. A volte gli chiedevo di masturbarsi pensandomi e poi di non fare sesso con la propria donna. “certo Padrona”, mi rispondeva “ai suoi ordini”.

Gli ho spiegato che nelle mie perverse fantasie l’incontro si sarebbe svolto in questo modo: ci saremmo visti in una stanza d’albergo, mi avrebbe dato subito la banconota da 500 euro per leccarmi le scarpe e sfilarmele, e dopo, ad ogni mia concessione o umiliazione avrebbe elargito 10 euro. Sarebbe stato un gioco lento ed estenuante,con lui totalmente in mio potere, obbligato ad avverare ogni mio desiderio primo fra tutti leccarmi a lungo la fica, con la faccia tra le mie gambe stando in ginocchio sul pavimento ghiacciato. Ovviamente, nella mia crudeltà da Padrona, non gli avrei permesso di scoparmi.

Tutto questo non si è mai realizzato, a tratti mi è sembrata pura follia, alla fine presa dalla noia ho mollato la presa.

Non ricordo esattamente quanti episodi di questo tipo ho vissuto, i contatti telefonici sono stati pochi e l’incontro solo uno, ma rimando il racconto alla prossima volta.

DSCN1cvd883Sono ancora in pausa di rifelssione: niente scopate, niente sesso ma tanti pensieri.

In realtà ho dato un’ennesima possibilità ad un uomo di colore che da un paio d’anni mi diceva che voleva scoparmi, che mi avrebbe fatta impazzire e che dopo non l’avrei più lasciato: perchè no?

Ho approfittato di un week end in cui ero libera e ci siamo incontrati. Mi eccitava l’idea, è un senegalese che vende borse sulla spiaggia, potrebbe fare il modello con il fisico perfetto che si ritrova e tutte le donne gli sbavano letteralmente dietro, mentre lui voleva me e questo non poteva che lusingarmi.

Ci siamo incontrati nella mia casa al mare, mi ha spogliata con foga, mi ha sfiorato le labbra ma guai a baciarmi con la lingua e mi ha dato un bacio nell’ interno coscia per poi risalire e provare a penetrarmi con il suo cazzo enorme ma non così duro.

“Sei mussulmano?” gli ho chiesto. “si” mi ha risposto.

Ecco fatto: niente baci (perchè i mussulmani di colore non baciano in bocca), niente leccate della fica, solo richieste….ma che palle!

Era su di me, mi scopava, ansimava, due secondi netti ed è venuto. “Che cazzo” ho pensato “possibile che non esista più un uomo capace?”. Si è accasciato accanto a me esausto, quasi avesse compiuto una grande impresa: “hai goduto vero?”.

“No che non ho goduto! Non ho fatto neanche in tempo a capire cosa sia successo!”.

Ci ha riprovato altre due vole: cazzo moscio, pochi secondi e la convinzione di essere il miglior scopatore che avessi mai incontrato in vita mia.

No che non ho goduto coglione, come sarebbe stato possibile? E me ne sbatto della tua religione che ti vieta di leccare la fica, o baciare o fare qualunque altra cosa possa far godere una donna! Gli uomi di colore possono avere un bel cazzo, è vero, hanno una muscolatura perfetta, un  corpo affascinante, ma non sanno usare nulla di quello che è stato loro donato e no, care signore, non sanno cosa voglia dire fare sesso.

Cari maschietti, ad oggi gli italiani mantegono il primato della passionalità e delle attenzioni, del resto lo dicevano le nonne “mogli e buoi di paesi tuoi” o meglio, io direi  ”uomini cazzi e buoi dei paesi tuoi!”.

modNarcisisticamente spero di essere mancata almeno un pò ai mie lettori.

Le idee sono presenti, come al solito, ma a volte non è semplice farle fluire dalle dita.

Assestato il colpo del finto principe azzurro, eccomi tornata, anche se è una fase di stallo da un punto di vista sessuale. E’ altro allora di cui vorrei parlare questa notte.

Qualche sera fa raccontavo elle mie  amiche più care delle performances del mio stallone Arabo, che durava anche un’ora, e sottolineavo che la cosa mi annoiava molto perchè “tanto io non godevo”.

“Che sei pazza a scopare un’ora senza godere? Sai  che rottura di coglioni?” hanno esordito in coro.

“Perchè voi vorreste dirmi che ogni volta che scopate raggiungete un orgasmo vaginale?” rispondo stravolta.

“Certo!” Ancora una volta all’ unanimità. “Altrimenti che ce scopi a fà?”

Improvvisamente tutto il mio mondo fatto di sesso e trasgressione si è frantumato in mille pezzi. Anni e anni a vantarmi intimamente delle mie capacità sessuali, della mia avanguardia, delle mie trsgressioni lontane anni luce dagli stabili rapporti di coppia delle mie amiche, per scoprire alla tenera età di 35 anni di non aver mai provato un vero orgasmo. Insomma, io credevo fosse normale, credevo di non poterne avere punto e basta e quindi non pensavo mai a me ma a far godere l’uomo che evevo tra le mani in quel momento. Solo con LUI ho provato spesso del piacere, ma mai fino ad arrivare all’ orgasmo.

Sempre più curiosa ne ho parlato con il mio ginecologo il quale mi ha assicurato che tutte le donne possono avere un orgasmo e che è solo una questione di testa. Ovviamente si è prontamente reso disponibile per aiutarmi in questa esplorazione solo a fini sceintifici, ma questa è un’ altra storia. Posso solo dire che gli ho chiesto di tastare il mio famoso Punto G e  non ho sentito quasi nulla se non fastidio.

Apro una parentesi: un amico si è offerto di esplorare pazientemente il mio corpo alla ricerca esclusiva del mio piacere. Inutile dire che una volta nudi mi è saltato addosso, mi ha infilato le dita nella fica convinto che “così mi piacesse”, ha fatto i suoi comodi ed ha avuto il “pudore” di sborrarmi sulle tette perchè era solo la prima volta che lo facevamo. NO Comment!!!! E chiudo parentesi.

Cosa c’è allora nella mia testa che non va? Non riesco a lasciarmi andare? Sono talmente disinibita e fuori dagli schemi che agisco ormai come una macchina senz’anima? Eppure gli uomini si eccitano, mi dicono che sono caldissima, quindi sono in grado di trasmettere emozioni….ma non di provarne.

Hanno mentito le mie amiche o ho davvero sprecato tutti questi anni a venerare un sesso che sesso poi non è?

Se qualcuno in questo mio blog scrivesse commenti mi piacerebbe davvero sapere come stannno le cose.

Sia chiaro, in tutto questo io non ho mai finto nella mia vita un orgasmo e mai lo farò, quindi chi mi sbatteva sapeva bene che non godevo e se n’è fottuto altamente!

Forse qualcuno si sarà domandato perchè non ho scritto più (non so in quanti leggano questo blog), beh…la risposta è che sono stata frenata da una piccola illusione che (neanche a dirlo) si è subito infranta.

L’ Uomo Nero, dopo un pomeriggio di sesso, mi ha giurato che potevo essere la donna della sua vita, che mi voleva, che voleva stare con me e che era geloso dei miei incontri con altri uomini così, inebriata dall’ idea di avere una relazione ho mollato tutto.

Ebbene si, anche le puttane sognano d’incontrare il principe azzurro, un pò come accade in Pretty Woman…e vissero tutti felici e contenti.

Ben svegliata puttana non professionista, il principe azzurro non arriva sul suo cavallo bianco, inutile sbattersi a cercarlo, meglio farsi sbattere. “Dimmi a chi è successo, dimmi qualcuna per cui la favola si è avverata” disse Pretty Woman all’ amica “A quella gran culo di Cenerentola” fu la risposta.

Come ha detto qualcuno, molto probabilmente il Principe Azzurro era gay!

E quindi eccomi di nuovo qui, con le mie fantasie più forti che mai, con LUI pronto a realizzarle e con le mie storie da narrare in questo diario vituale…

Bentornata, il cuore è sempre in vendita!

Ho temporeggiato a lungo prima di scrivere questo post, risultato del mio incontro al buio con l’ Uomo Nero.

Ho rimandato mille volte l’ appuntamento, fossi stata in lui mi sarei mandata al diavolo.

Giovedì, anzi no Domenica, no non posso più, ok posso…avevo paura. Insomma, un uomo sconosciuto, per giunta di colore avrebbe bussato alla mia porta e si sarebbe aspettato che scopassi con lui a prescindere dal suo aspetto, dalle emozioni, dalle sensazioni.

Del resto LUI voleva questo: niente romanticismi, solo una scopata con uno sconosciuto nero.

Mi sentivo inadeguata, poco affascinante, non sapevo cosa indossare, come comportarmi, così ho risolto mettendo su tacchi alti e una vestaglia di seta nera abbondantemente slacciata sul reggiseno e sulle mie enormi forme.

Ha suonato al citofono, poi ascensore, io sulla porta in attesa. Vedevo la sua ombra uscire e speravo che fosse possente e muscoloso: l’ombra sembrava promettere bene.

E’ entrato. “Scusami, ho esordito io, non ho fatto in tempo a finire di vestirmi!”.  Era la mia piccola bugia per dire:”ho puntato tutto sulle mie tette”.

Si è seduto sul divano, era più imbarazzato di me. Mi aspettavo che mi mettesse subito le mani addosso, che fosse freddo e distaccato invece abbiamo parlato un pò, mi fissava, e mi continuava a chiedere come mai LUI non ci avesse presentati prima visto che gli piacevo da matti.

Mi sono avvicinata alle sue enormi labbra carnose, mi sono messa a cavalcioni su di lui, e così ho rotto definitivamente il ghiaccio. Ero orgogliosa di me: avevo preso io l’iniziativa, peccato che LUI non potesse vedermi.

In un lampo le sue mani erano sulle mie floride forme, la sua bocca ovunque, anche sulla mia.

Ci siamo distesi, lui su di me, mi ha spogliata con foga, mi ha infilato le dita dentro per commentare su quanto ero bagnata e subito mi ha penetrata, senza altre parole. Voleva che mi girassi, voleva vedere il mio culo mentre mi scopava e ho fatto quello che mi chiedeva. E’ venuto quasi subito, volevo che andasse così, volevo dimostrare a me stessa quanto potere potessi avere su di lui.

Si è disteso, io ho poggiato con naturalezza la testa sul suo petto, e li è accaduto ciò che non avrei mai immaginato: ci siamo coccolati perdendo il senso del tempo.

“Siamo venuti meno alle regole” mi ha detto “dovevo solo scoparti e andare via, ma non voglio.”

Per distogliere l’attenzione da quelle tenere effusioni gli ho chiesto di scattarmi una foto con il cellulare mentre succhiavo il suo cazzo, dovevo mandarla a LUI come prova dell’ atto avvenuto.

Mi ha inondata quattro volte, e tra il sesso e il godimento frammenti di tenerezza, di parole, di storie che s’ icrociavano.

Il giorno dopo sarebbe tornato a Parigi, non volevo lasciarlo andare via. Mi ha baciata più volte, era come se ci fossimo legati in qualche modo…che mi è successo? Si, sono venuta meno alle regole…

DSCN1883La prima volta in cui sono entrata in quella chat sono stata letteralmente sommersa di richieste.

Prima domanda: quanti anni hai? Non dovevo essere poi così vecchia se continuavano il dialogo.

Seconda domanda: cosa fai? Intendendo se incluso o escluso anal sex.

Terza domanda: quante rose vuoi?

Ho capito quasi subito che “rose” era un eufemismo per non usare apertamente la parola soldi.

Spiegavo che ero disposta a tutto, che non ero una professionista, che mi eccitava l’ idea di essere pagata per fare sesso ma che, non agendo per soldi mi permettevo il lusso di scegliere con chi farlo. In genere mi chiedevano che lavoro facessi. Raccontavo loro la verità, che ero una manager in carriera, una donna seria e rispettata di giorno che la notte dava vita alle proprie fantasie. Questo li eccitava da impazzire.

In genere eliminavo quelli palesemente volgari, agli altri concedevo un dialogo su msn. Avevo creato un nuovo profilo, scattato foto in  cui ero completamente nuda, in pose maliziose ma senza mostrare mai il volto.

Non ero capace di restare fredda e distaccata, dialogavo essendo me stessa, senza finzioni, e giocavo a far eccitare chi era dall’ altra parte del pc. Chiedevo cifre molto alte, dai 300 euro in su, quasi tutti accettavano, salvo poi scoprire che non avevano alcuna intenzione di pagare convinti di potermi sedurre dopo avermi incontrata.

Immaginavo una camera d’albergo, un uomo sconosciuto che posava i soldi sul comodino e mi dava ordini dopo avermi comprata. Ero la sua puttana, ma non la sua schiava. Sognavo di vestirmi di calze autoreggenti, tacchi a spillo e completi intimi costosissimi acquistati con i soldi dei miei clienti. Ho iniziato così questa mia seconda vita, con molta calma, senza fretta, con la voglia di trovare la persona giusta con cui mettere in atto il mio gioco.

LUI mi rimproverava di essere troppo sentimentale, diceva che una vera puttana non sceglie, scopa e basta, ma io non ero ancora pronta.

Adesso è diverso. Ieri LUI mi ha chiamata, ha detto che mi manda un suo amico di colore a scoparmi, ho accettato, abbiamo appuntamento giovedì.

Questi salti nel tempo mi fano tornare alla mente numerose storie che ho tralasciato per la foga di arrivare ad oggi, ma forse non è giusto nei confronti di chi legge essere stata così superficiale.

Uno dei motivi sarà anche il fatto che il “fidanzato” con cui condividevo queste esperienze non esiste più e quindi, assieme a lui finisce tutto nel dimenticatoio.

LUI invece è ancora e sempre presente nella mia vita, detta legge, a periodi alterni mi cerca, mi provoca con nuove proposte. Voglio però continuare a seguire il filo temporale o rischio di creare confusione.

Dopo il nostro ulimo incontro io e LUI ci siamo visti per parlare del mio futuro da puttana. Mi ha raccontato di una chat dal nome “puttane non professioniste” in cui poter cercare qualche cliente. In realtà non avevo bisogno di soldi, ma l’ eccitante era proprio quello: una manager insospettabile che si faceva pagare profumatamente per essere scopata.

Li è iniziato un altro percorso, in quella chat ho incontrato chi non avrei immaginato che esistesse, e le mie fantasie hanno sempre più preso forma e corpo…

Eccomi qui a raccontare dell’ ultimo club visitato all’ estro, a Praga per l’ esattezza. A volte mi accorgo di essere stata così sintetica e distaccata nel narrare le mie esperienze nei clubs che forse qualche incontro merita più di due righe, ma questo è accaduto per via della mia voglia di parlare del presente e di quello incui mi sto trasformando.

Praga, città in apparenza fredda, ma famosa per le belle donne e il sesso a pagamento.

Il club in cui siamo andati , sempre per sole coppie, era più o meno la fotocopia di quello di Barcellona, nello stile e nelle stanze. Un letto enorme in cui i corpi erano ammassati e in cui si faticava a trovare un posto. Anche li ci hanno forniti di armadietto e asciugamani, ma non era obbligatorio essere nudi. Una grande sala con tavolini era il luogo di inconto e approccio, ma ancora un volta quasi nessuno parlava inglese. Era quasi buffo vedere tutte quelle persone mezze nude, sedute ai tavolini a chiacchierare e bere un drink come se fosse la cosa più naturale del mondo, ma in effetti, ripensandoci, nella nostra nudità non c’è nulla di cui vergognarsi.

Siamo andati in giro alla scoperta dei luoghi più nascosti, non abbiamo trovato nulla di nuovo. Pian piano però ci siamo accorti che la maggior parte della coppie li non era reale. Moltissimi uomini erano italiani, avevano palesemente pagato una donna per accompagnarli li, poi si separavano e ti ritrovavi il lui della situazione a fare il singolo e a rompere le palle.

Finalmente abbiamo trovato un posto accanto ad una coppia con una lei molto bella. Abbiamo iniziato a toccarci vicendevolmente, ma mente il lui era estremamente espansivo e voglioso con me lei era praticamente un ghiacciolo, per la gioia del mio “fidanzato”. Ha provato in tutti i modi a farla eccitare, ma lei era li immobile, quasi stesse facendo qualcosa di estremamente noioso. Lei ci ha tenuto a precisare che non scambiava, lui invece si, ma per la solita regola del cazzo nulla di fatto perchè non era reciproco.

Insomma a conclusione di tutto credo di poter dire che noi italiani, nel nostro essere arretrati e più pudichi, salvaguardiamo i rapporti e gli scambi interpersonali, il che ci porta, nel momento in cui troviamo la coppia giusta, a mettere effettivamente in atto quello che comunemente è chiamato “scambio di coppia”. Dietro c’è molto altro: la fatica della conquista, la conoscienza, l’eccitazione che aumenta gradualmente.

Entrare in un luogo, spogliarsi subito e non scambiare una parola non porta a nulla di fatto.

Spagna, terra caliente, ed in effetti così è stato. Non abbiamo potuto fare a meno di commentare che gli spagnoli sono avanti anni luce rispetto a noi sullo scambio di coppia.

Il club era stato sapientemente scelto prima della partenza, il “69″, già il nome prometteva bene, ovviamente sole coppie.

Siamo arrivati, ci ha accolti la solita bella ragazza che ci ha accompagnati per il tour guidato. Uno stretto corridoio costeggiava il bancone del bar al quale erano seduti un paio di singoli (a cui era vietato l’accesso alle sale sottostanti se non sotto esplicita richiesta di una coppia) e qualche coppia. Sul retro sala biliardo e fin qui nulla di strano.

Siamo scesi al piano di sotto e ci si è aperto un mondo che non avevamo ancora osato immaginare. Prima tappa gli spogliatoi dove ci hanno munito di chiavi-armadietto per lasciare i notri indumenti: era obbligatorio! In cambio ci hanno fornito comode pantofole e asciugamano, al massimo alle donne era concesso rimanere in reggiseno e slip. Ovviamente il nudo integrale era più che ben accetto. Siemo entrati in una sala relax con tavolini e bar, che si apriva su una stanza enorme il cui pavimento era un unico letto. Metri e metri di letto a disposizione di chi volesse usarali, idem nella stanza accanto, ma la nostra accompagnatrice ci ha tenuto a spiegare per bene le regole. “Qui” ci ha detto ” potete scopare tra voi o con altre coppie, se una coppia si avvicina e la  fermate con la mano dicendo di no è obbligata ad allontanarsi. Nell’altra stanza invece, voi accettate di stare con chiunque voglia fare sesso con voi”. Era quasi sorprendente: niente approcci, niente chiacchiere, solo sesso. Per completare l’opera ci siamo immersi in una vasca idromassaggio che poteva ospitare 5-6 coppie e abbiamo chiacchierato un pò sul da farsi.

Abbiamo vagato intontiti dal fumo, dalle chiacchiere, e dalle novità. Le coppie erano moltissime, tante arrivavano in gruppo ma la serata si è animata solo dopo le 3 di notte, o di mattina, a seconda dei punti di vista. L’unico modo per avere un contatto era riuscire a trovare un posto nel letto-pavimento, magari accanto a qualcuno che ti piaceva, iniziare a fare sesso e poi avvicinarsi.

Così abbiamo fatto, con poca possibilità di scelta. La coppia accanto a noi ci ha chiesto senza tanti convenevoli, con un semplice gesto d’invertirci, io con il lui, lei con il mio “fidanzato”. L ‘abbiamo fatto, ma era tutto così meccanico e scontato da non provocare in me alcuna eccitazione.

Tutti quei corpi che scopavano incastrati, ammucchiati in una massa informe mi davano quasi il voltastomaco, che senso aveva una “trasgressione” del genere? Sembravano tante macchine che si muovevano, pochi scambi, tutti in fila e poi via a fare la doccia lavando via tutti gli odori per rivestirsi e tornare a casa.

Ciò che in apparenza mi è sembrato all’ avanguardia si è rivelato solo un grande giocattolo robotico, senza anima. Forse adesso, la puttana che è in me lo avrebbe apprezzato.

Tornando al passato, come promesso, vago con la mente ai viaggi all’ estero con il mio “fidanzato” e relative visite in clubs per scambisti.

La prima volta è stato a Parigi. Abbiamo scelto il club più costoso, per sole coppie (cosa che qui in italia non esiste perchè sono i singoli a pagare).

Siamo arrivati, stavano cenando, sembrava un normalissimo ristorante. Primo handicap: la lingua. nessuno parlava inglese se non la bellissima ragazza dai capelli rossi che ci ha fatto strada e ci ha fatto visitare il club. Faceva parte dell’ organizzazione e credo fosse pagata per animare la serata al momento opportuno. Nulla di diverso dai clubs italiani: sala discoteca, stanza sado-maso, letti sparsi in giro, unica novità non c’erano stanze con porte. Era ovvio, non essendoci singoli tutti erano liberi di fare ciò che volevano dove volevano. La sala discoteca aveva il pavimento di vetro, chi stava al piano di sotto poteva guardare, la Rossa ci ha tenuto a precisare che per questo motivo lei non indossava le mutandine.

La serata è trascorsa con noi abbastanza isolati perchè nessuno riusciva a comunicare. Abbiamo ballato, bevuto, ma non succedeva assolutamente nulla. Finalmente ci siamo spostati su un letto, di fronte a noi la Rossa era impegata con una coppia quasi stesse lavorando, senza provare il minimo piacere. Noi abbiamo giocato un pò con una coppia che si è stesa al nostro fianco ma…”no change plesae!” ha chiarito lei.  Abbiamo goduto guardandoci, sfiorandoci appena, una noia tremenda. Dopo si è avvicinata una coppia di colore, lui muscoloso e di corporatura perfetta, ma al mio “fidanzato” non piacevano le donne nere, quindi era vietato!

Sarà per questo che adesso la mia fantasia più ricorrente è essere al centro delle attenzioni di 4 o 5 uomini di colore?

Nulla di fatto, nulla di così eccitante. La serata si è spenta, niente scambi, niente di niente, unica nota di colore una ragazza vestita di pelle borchiata e portata al guinzaglio dal suo uomo che faceva pompini su ordinazione a tutti tranne che al suo padrone. Sarà!