Faccio un piccolo passo indietro temporale di qualche settimana per una storia che merita sicuramente il suo spazio.

Ricordo ancora distintamente il modo in cui l’ho conosciuto, e la prima volta in cui ci siamo incontrati, anche se risale a due anni fa.

Ero in chat, da brava “puttana non professionista” alle prime armi, ed ero come al solito sommersa di richieste. Rispondevo svogliatamente, poi il ragazzino mi ha scritto dicendomi che aveva 25 anni, che stava per andare a convivere con la sua ragazza e che almeno una volta prima di compiere quel passo voleva scopare con un’altra donna.

Ci siamo spostati su msn, gli ho mostrato il mio seno in cam ed è letteralmente impazzito.

“250 rose” gli ho scritto.

“mi dispiace, io non ho nulla”

“allora ciao. ” Nessuna pietà mi aveva spiegato LUI.

“Aspetta”, ha continuato, “mi piaci da impazzire, voglio stare con te, sono disposto a tutto e so come procurarmi i soldi. La chat è piena di uomini maturi che cercano ragazzi a pagamento, vado con uno di loro così poi posso stare con te.”

Non ho saputo resistere, mi ha fatto tenerezza e li ho capito che la mia carriera di puttana era finita. Sembrava impacciato, insicuro, diceva di non piacersi, mi ha cercata così tanto che alla fine ho ceduto strappandogli la promessa che avremmo solo parlato e che doveva stare buono.

Ci siamo visti sotto casa mia, abbiamo comprato una birra e ci siamo seduti nella mia macchiana a bere e parlare. Capelli biondi, occhi di un grigio indefinito…perchè mi aveva detto che non era carino? Stava li in un angolino, lontanissimo da me. Lo provocavo in tutti i modi, ma contrariamente agli uomini che avevo frequentato lui era uno di parola, non faceva nulla… l’ho avvicinato a me, gli ho ordinato di baciarmi.

“ma mi hai detto tu che dovevo fare il bravo!” e la mia bocca era già sulla sua.

Baci interminabili, a tratti incerti di una passione immatura che aspettava solo di esplodere. Baci di quelli che si scambiano gli adolescenti, baci da brividi, baci che mi entravano dentro, che mi riempivano la bocca in una unione  perfetta. Gli ho slacciato i pantaloni, gli ho fatto un pompino, era in estasi e la cosa mi eccitava da impazzire.

Ci siamo rivisti qualche settimana dopo, non vivevo ancora sola, avevo la casa libera e volevo mi scopasse. Era impacciato, sembrava quasi si vergognasse, gli ho chiesto di tirare fuori la passione che aveva insita in se, sentivo il suo fuoco che ardeva e i suoi baci mi facevano impazzire. Mi ha succhiato a lungo il seno, ero completamente bagnata, la sua bocca era tra le mie gambe, mi ha leccata fino a farmi urlare di piacere. Nessuno si era mai preoccupato di farmi godere, nessuno… l’ho tirato verso di me, gli ho chiesto di sbattermi. Era così eccitato che è venuto praticamente subito, se ne è vergognato, si è scusato, ma che m’importava? Era il sesso più coinvolgente dell’ultimo periodo, e cazzo i suoi baci erano una droga.

Nel tempo ci siamo incontrati pochissimo, lui non trovava il modo di liberarsi della sua ragazza con cui ha un rapporto simbiotico ma con cui ancora non convive. Mi cercava quando la sua voglia arrivava al massimo ed io ero ben lieta di trascorrere del tempo con lui. L’ ultima volta mi aveva detto che non voleva continuare a tradire la sua ragazza e che per questo motivo ci saremmo concessi una finale scopata memorabile ma non sapeva bene quando.

Qualche settimana fa, di sera, dopo quasi un anno, mi ha cercata su msn, mi ha riempita come al solito di complimenti e in meno di un’ ora era a casa mia.

Candele accese, corpo caldo di doccia, nuda sotto il piumone attendevo che suonasse il citofono. E’ arrivato, ma cavolo il portone non si apriva! Mi sono infilata il giaccone e sono scesa così, completamente nuda sperando di non incontrare qualche curioso vicino. In ascensore ho subito cercato i suoi baci: nulla da fare, erano sempre i migliori che la mia bocca avesse conosciuto e nel tempo, essendo svanita la sua timidezza, erano divenuti più passionali più coinvolgenti, come se non lo fossero già abbastanza!  

Le sue mani erano ovunque sul mio corpo ancora caldo, porgevo il mio collo alle sue labbra avide e con un paio di piccoli morsi ero bagnata come non mi accadeva da tempo.

Una volta in casa sono tornata sotto il piumone, il ragazzino si e’ spogliato velocemente e subito le sue mani erano piene del mio seno rigonfio di desiderio. La sua lingua passava da un capezzolo all’ altro, ansimavo e in qualche frazione di secondo sentivo gia’ la sua bocca sul mio sesso…

Cosi’ disabituata ad un uomo che pensasse per prima cosa al mio piacere gli ho concesso pochissimo tempo e subito gli ho chiesto di penetrarmi, se lo avessi lasciato in pace finalmente avrei goduto.

“ti desidero cosi’ tanto che se ti sbatto come vuoi con una sola botta vengo”  ha sussurrato imbarazzato.

“se non mi scopi pero’ questa non vale come ultima volta, dovrai tornare da me” ho risposto pregustando gia’ un nuovo incontro….

Mi ha lasciata fare, gli ho succhiato il cazzo fino a sentire in bocca il suo sapore in e nelle orecchie i suoi gemiti di piacere.

Siamo rimasti a letto a parlare di noi per un paio d’ore, come accadeva sempre, a scambiarci consigli e, con la testa posata sul suo petto, pensavo che sare bbe stato fantastico averlo piu’ spesso con me.

Il ragazzino si e’ rivelato piu’ maturo di molti quarantenni, ha un solo grande difetto: e’ innamorato follemente della sua ragazza! A me pero’ rimane un bonus “ultima scopata” che non esitero’ ad usare al piu’ presto.

Cosa fa durante le feste natalizie una donna che ha messo il suo cuore in vendita? Come trascorre queste giornate una puttana che poi tanto puttana non e’, che vorrebbe non provare sentimenti ma poi li avverte comunque, che desidererebbe realmente diventare un pezzo di carne in saldo e nel contempo, a tratti, sogna una storia di quelle da film?

Non fa nulla, assolutamente nulla. Aspetta che il tempo passi, cerca di distrarsi dai pensieri che affollano la mente, attende con ansia la notte per dormire e poi si ritrova come al solito sola in un letto a porsi domande sulla vita. Gia’, purtroppo quando si ha un minimo di cultura, quando quella della puttana e’ solo una maschera da indossare in alcune occasioni, quando si ha un lavoro normale e magari si ricopre un ruolo di responsabilita’ diventa davvero complicato dedicarsi solo al puro divertimento.

Cosi’ accade che in una delle noiose serate, la puttana inserisce un dvd nel lettore e riguarda per l’ennesima volta il suo film preferito “A colazione da Tiffany”. La protagonista si vendeva al miglior acquirente, cercava soldi dai suoi “uomini-vermi” ma sentiva di non avere un’ identita’ propria, di non avere un nome, di non poterne dare uno neanche al proprio gatto…

Ovviamente c’e’ il lieto fine, ma quello e’ un film.

Spesso mi sento cosi’. Di frequente ho la sensazione di essere  fuori da questo mondo, desiderosa di amare ma incapace di farlo, vogliosa di sesso senza pensieri ma pronta a stare male ogni volta che sono sola nel letto e mi manca il calore di un corpo. La mia anima vaga alla ricerca della propria identita’, ma nella maggior parte dei casi assume l’immagine riflessa nello specchio che si trova di fronte.

Noioso questo articolo vero? Sono solo le vacanze natalizie, poi passa….giuro che passa.

I miei racconti si erano interrotti prima dell’ estate, un po’ per via di una fase di stallo nella mia vita (in tutti gli ambiti intendo) un po’ perche’ i ricordi delle avventure passate iniziavano a sbiadirsi lentamente e avevo voglia di narrare il presente, il reale.

Appena tornata dalle vacanze mi hanno spedita una settimana a Parigi per lavoro. Non avendo alcuna intenzione di annoiarmi, e sapendo di non esercitare sui francesi lo stesso fascino che ho sugli arabi, ho ben pensato di far presente all’ “Uomo Nero” che ero li.

Improvvisamente la sua latitanza, all’ idea di una scopata con me, e’ miseramente naufragata in una sessione di chat su msn in cui diceva di avere molta voglia di vedermi e di essersi allontanato perche’ non si sentiva alla mia altezza. Ho finto di credergli, m’interessave solo non stare tutte le notti da sola nel letto in una citta’ straniera.

E’ venuto da me in albergo la prima sera,mettendo in atto una serie di atteggiamenti da fidanzatino innamorato che quasi m’infastidivano. Ha subito notato i 10 Kg persi durante l’estate, si e’ spogliato, si e’ disteso accanto a me e mi ha chiesto se poteva accendere la tv perche’ giocava la Francia contro non ricordo chi per le qualificazioni dei mondiali.

Ma dico io “hai nel letto una donna calda e passionale che vuole essere sbattuta come si deve e tu pensi alla partita della Francia???”. Ho acceso lo strumento infernale. In altri tempi mi sarei incazzata, quella sera ero troppo stanca per farlo, alla fine mi faceva quasi comodo avere un attimo di tranquillita’.

Tra un calcio e l’altro, un fischio dell’ arbitro e un’ ammonizione, ha iniziato ad accarezzarmi i seni, a stuzzicarmi i capezzoli, senza aime’ sortire alcun effetto nelle mie parti basse. Ormai ero completamente rilassata e rassegnata.

Il possente Uomo Nero non si e’ pero’ perso d’animo, con un guizzo veloce e’ saltato su di me, mi ha sfilato la maglietta ed ha preso le mie aureole tra le sue labbra carnose. Devo confessare che ha ottenuto l’effetto desiderato: ero leggermente bagnata. Mi ha tolto gli slip, mi ha spinta su di un fianco, mi ha immobilizzata insinuandosi tra le mie gambe stando in ginocchio e mi ha penetrata con forza. Ha spinto in fondo, sempre piu’ giu’, con una cadenza ritmata e sempre uguale. Io gli parlavo, gli chiedevo di far piano, ma lui niente, sempre uguale, sempre li.

“ha segnato la Francia” ho detto annoiata “non me ne frega un cazzo ora”" ha ribattuto

“non spingere”" gli ho detto, e lui ” e’ li in fondo che si trova l’ orgasmo”.

A si? e chi cazzo l’ha detto visto che io non sentivo assolutamente nulla se non qualche fitta? E soprattutto perche’ non mi hanno avvisato che il piacere e’ li?

L’ importante per lui era avere il cazzo duro, lungo e spingere.

Ho iniziato a sanguinare, si e’ infastidito, mi ha detto che il sangue lo impressionava, ma questo di certo non gli ha impedito di sborrarmi dentro la fica e mischiare il suo seme al mio liquido rosso privo di fremiti e ansimi. Durante l’ orgasmo non ha emesso un fiato, mentre la mia unica consolazione del non godimento e’ sentire il mio uomo urlare.

Mi sono subito divincolata, ho messo un asciugamano tra le gambe e con noncuranza mi sono infilata sotto le lenzuola. Lui mi accarezzava la schiena convinto di aver fatto un ottimo lavoro, ed ha iniziato a fareticare che ero la donna della sua vita, che voleva sposarmi e fare un figlio con me.

Certo, pensavo, non ti sei degnato neanche di preoccuparti del mio piacere ed io dovrei trascorrere il resto della mia vita con te?

Croce sopra anche al Negrone e passiamo oltre…

Mi scuso con i miei lettori (se ce ne fossero di affezionati) per la lunga latitanza…

Gli eventi mi hanno travolta e impegnata, ma sono pronta a riprendere i racconti, questa volta narrando del presente più che del passato…

Leggerete anche qualcosa di diverso, uno stile diverso, più personale forse, non più storie in cui rimango più o meno distaccata.

Spero abbiate un pò di pazienza, a presto.

 

 

Presa dagli ultimi eventi mi rendo conto di aver tralasciato i racconti del mio breve percorso da Puttana.

Come ho già detto tutto è iniziato in una chat, ma alla fine, con tutte le persone che mi hanno conttattato non si è concretizzato nulla.

Molte promesse, molte fantasie ma nulla di fatto. Ciò che più mi divertiva era scoprire le assurde fantasie di alcuni uomini e in qualche modo assecondarle, anche se solo scrivendo.

Un ragazzo di Firenze era disposto a pagare ben 1000 euro per leccarmi i piedi e avere una padrona che gli desse ordini e lo umiliasse. La cosa mi divertiva così sono stata al gioco.

Gli ho chiesto di preparare una busta in cui avrebbe messo una banconota da 500 euro, e poi ogni giorno una banconosta da 10 euro, fino ad arrivare alla somma pattuita. Qualche volta gli ho concesso di sentirci per telefono, lui era fidanzato, ed io gli davo ordini e direttive su quello che avrebbe dovuto fare la sera. A volte gli chiedevo di masturbarsi pensandomi e poi di non fare sesso con la propria donna. “certo Padrona”, mi rispondeva “ai suoi ordini”.

Gli ho spiegato che nelle mie perverse fantasie l’incontro si sarebbe svolto in questo modo: ci saremmo visti in una stanza d’albergo, mi avrebbe dato subito la banconota da 500 euro per leccarmi le scarpe e sfilarmele, e dopo, ad ogni mia concessione o umiliazione avrebbe elargito 10 euro. Sarebbe stato un gioco lento ed estenuante,con lui totalmente in mio potere, obbligato ad avverare ogni mio desiderio primo fra tutti leccarmi a lungo la fica, con la faccia tra le mie gambe stando in ginocchio sul pavimento ghiacciato. Ovviamente, nella mia crudeltà da Padrona, non gli avrei permesso di scoparmi.

Tutto questo non si è mai realizzato, a tratti mi è sembrata pura follia, alla fine presa dalla noia ho mollato la presa.

Non ricordo esattamente quanti episodi di questo tipo ho vissuto, i contatti telefonici sono stati pochi e l’incontro solo uno, ma rimando il racconto alla prossima volta.

DSCN1cvd883Sono ancora in pausa di rifelssione: niente scopate, niente sesso ma tanti pensieri.

In realtà ho dato un’ennesima possibilità ad un uomo di colore che da un paio d’anni mi diceva che voleva scoparmi, che mi avrebbe fatta impazzire e che dopo non l’avrei più lasciato: perchè no?

Ho approfittato di un week end in cui ero libera e ci siamo incontrati. Mi eccitava l’idea, è un senegalese che vende borse sulla spiaggia, potrebbe fare il modello con il fisico perfetto che si ritrova e tutte le donne gli sbavano letteralmente dietro, mentre lui voleva me e questo non poteva che lusingarmi.

Ci siamo incontrati nella mia casa al mare, mi ha spogliata con foga, mi ha sfiorato le labbra ma guai a baciarmi con la lingua e mi ha dato un bacio nell’ interno coscia per poi risalire e provare a penetrarmi con il suo cazzo enorme ma non così duro.

“Sei mussulmano?” gli ho chiesto. “si” mi ha risposto.

Ecco fatto: niente baci (perchè i mussulmani di colore non baciano in bocca), niente leccate della fica, solo richieste….ma che palle!

Era su di me, mi scopava, ansimava, due secondi netti ed è venuto. “Che cazzo” ho pensato “possibile che non esista più un uomo capace?”. Si è accasciato accanto a me esausto, quasi avesse compiuto una grande impresa: “hai goduto vero?”.

“No che non ho goduto! Non ho fatto neanche in tempo a capire cosa sia successo!”.

Ci ha riprovato altre due vole: cazzo moscio, pochi secondi e la convinzione di essere il miglior scopatore che avessi mai incontrato in vita mia.

No che non ho goduto coglione, come sarebbe stato possibile? E me ne sbatto della tua religione che ti vieta di leccare la fica, o baciare o fare qualunque altra cosa possa far godere una donna! Gli uomi di colore possono avere un bel cazzo, è vero, hanno una muscolatura perfetta, un  corpo affascinante, ma non sanno usare nulla di quello che è stato loro donato e no, care signore, non sanno cosa voglia dire fare sesso.

Cari maschietti, ad oggi gli italiani mantegono il primato della passionalità e delle attenzioni, del resto lo dicevano le nonne “mogli e buoi di paesi tuoi” o meglio, io direi  ”uomini cazzi e buoi dei paesi tuoi!”.

modNarcisisticamente spero di essere mancata almeno un pò ai mie lettori.

Le idee sono presenti, come al solito, ma a volte non è semplice farle fluire dalle dita.

Assestato il colpo del finto principe azzurro, eccomi tornata, anche se è una fase di stallo da un punto di vista sessuale. E’ altro allora di cui vorrei parlare questa notte.

Qualche sera fa raccontavo elle mie  amiche più care delle performances del mio stallone Arabo, che durava anche un’ora, e sottolineavo che la cosa mi annoiava molto perchè “tanto io non godevo”.

“Che sei pazza a scopare un’ora senza godere? Sai  che rottura di coglioni?” hanno esordito in coro.

“Perchè voi vorreste dirmi che ogni volta che scopate raggiungete un orgasmo vaginale?” rispondo stravolta.

“Certo!” Ancora una volta all’ unanimità. “Altrimenti che ce scopi a fà?”

Improvvisamente tutto il mio mondo fatto di sesso e trasgressione si è frantumato in mille pezzi. Anni e anni a vantarmi intimamente delle mie capacità sessuali, della mia avanguardia, delle mie trsgressioni lontane anni luce dagli stabili rapporti di coppia delle mie amiche, per scoprire alla tenera età di 35 anni di non aver mai provato un vero orgasmo. Insomma, io credevo fosse normale, credevo di non poterne avere punto e basta e quindi non pensavo mai a me ma a far godere l’uomo che evevo tra le mani in quel momento. Solo con LUI ho provato spesso del piacere, ma mai fino ad arrivare all’ orgasmo.

Sempre più curiosa ne ho parlato con il mio ginecologo il quale mi ha assicurato che tutte le donne possono avere un orgasmo e che è solo una questione di testa. Ovviamente si è prontamente reso disponibile per aiutarmi in questa esplorazione solo a fini sceintifici, ma questa è un’ altra storia. Posso solo dire che gli ho chiesto di tastare il mio famoso Punto G e  non ho sentito quasi nulla se non fastidio.

Apro una parentesi: un amico si è offerto di esplorare pazientemente il mio corpo alla ricerca esclusiva del mio piacere. Inutile dire che una volta nudi mi è saltato addosso, mi ha infilato le dita nella fica convinto che “così mi piacesse”, ha fatto i suoi comodi ed ha avuto il “pudore” di sborrarmi sulle tette perchè era solo la prima volta che lo facevamo. NO Comment!!!! E chiudo parentesi.

Cosa c’è allora nella mia testa che non va? Non riesco a lasciarmi andare? Sono talmente disinibita e fuori dagli schemi che agisco ormai come una macchina senz’anima? Eppure gli uomini si eccitano, mi dicono che sono caldissima, quindi sono in grado di trasmettere emozioni….ma non di provarne.

Hanno mentito le mie amiche o ho davvero sprecato tutti questi anni a venerare un sesso che sesso poi non è?

Se qualcuno in questo mio blog scrivesse commenti mi piacerebbe davvero sapere come stannno le cose.

Sia chiaro, in tutto questo io non ho mai finto nella mia vita un orgasmo e mai lo farò, quindi chi mi sbatteva sapeva bene che non godevo e se n’è fottuto altamente!

Forse qualcuno si sarà domandato perchè non ho scritto più (non so in quanti leggano questo blog), beh…la risposta è che sono stata frenata da una piccola illusione che (neanche a dirlo) si è subito infranta.

L’ Uomo Nero, dopo un pomeriggio di sesso, mi ha giurato che potevo essere la donna della sua vita, che mi voleva, che voleva stare con me e che era geloso dei miei incontri con altri uomini così, inebriata dall’ idea di avere una relazione ho mollato tutto.

Ebbene si, anche le puttane sognano d’incontrare il principe azzurro, un pò come accade in Pretty Woman…e vissero tutti felici e contenti.

Ben svegliata puttana non professionista, il principe azzurro non arriva sul suo cavallo bianco, inutile sbattersi a cercarlo, meglio farsi sbattere. “Dimmi a chi è successo, dimmi qualcuna per cui la favola si è avverata” disse Pretty Woman all’ amica “A quella gran culo di Cenerentola” fu la risposta.

Come ha detto qualcuno, molto probabilmente il Principe Azzurro era gay!

E quindi eccomi di nuovo qui, con le mie fantasie più forti che mai, con LUI pronto a realizzarle e con le mie storie da narrare in questo diario vituale…

Bentornata, il cuore è sempre in vendita!

Ho temporeggiato a lungo prima di scrivere questo post, risultato del mio incontro al buio con l’ Uomo Nero.

Ho rimandato mille volte l’ appuntamento, fossi stata in lui mi sarei mandata al diavolo.

Giovedì, anzi no Domenica, no non posso più, ok posso…avevo paura. Insomma, un uomo sconosciuto, per giunta di colore avrebbe bussato alla mia porta e si sarebbe aspettato che scopassi con lui a prescindere dal suo aspetto, dalle emozioni, dalle sensazioni.

Del resto LUI voleva questo: niente romanticismi, solo una scopata con uno sconosciuto nero.

Mi sentivo inadeguata, poco affascinante, non sapevo cosa indossare, come comportarmi, così ho risolto mettendo su tacchi alti e una vestaglia di seta nera abbondantemente slacciata sul reggiseno e sulle mie enormi forme.

Ha suonato al citofono, poi ascensore, io sulla porta in attesa. Vedevo la sua ombra uscire e speravo che fosse possente e muscoloso: l’ombra sembrava promettere bene.

E’ entrato. “Scusami, ho esordito io, non ho fatto in tempo a finire di vestirmi!”.  Era la mia piccola bugia per dire:”ho puntato tutto sulle mie tette”.

Si è seduto sul divano, era più imbarazzato di me. Mi aspettavo che mi mettesse subito le mani addosso, che fosse freddo e distaccato invece abbiamo parlato un pò, mi fissava, e mi continuava a chiedere come mai LUI non ci avesse presentati prima visto che gli piacevo da matti.

Mi sono avvicinata alle sue enormi labbra carnose, mi sono messa a cavalcioni su di lui, e così ho rotto definitivamente il ghiaccio. Ero orgogliosa di me: avevo preso io l’iniziativa, peccato che LUI non potesse vedermi.

In un lampo le sue mani erano sulle mie floride forme, la sua bocca ovunque, anche sulla mia.

Ci siamo distesi, lui su di me, mi ha spogliata con foga, mi ha infilato le dita dentro per commentare su quanto ero bagnata e subito mi ha penetrata, senza altre parole. Voleva che mi girassi, voleva vedere il mio culo mentre mi scopava e ho fatto quello che mi chiedeva. E’ venuto quasi subito, volevo che andasse così, volevo dimostrare a me stessa quanto potere potessi avere su di lui.

Si è disteso, io ho poggiato con naturalezza la testa sul suo petto, e li è accaduto ciò che non avrei mai immaginato: ci siamo coccolati perdendo il senso del tempo.

“Siamo venuti meno alle regole” mi ha detto “dovevo solo scoparti e andare via, ma non voglio.”

Per distogliere l’attenzione da quelle tenere effusioni gli ho chiesto di scattarmi una foto con il cellulare mentre succhiavo il suo cazzo, dovevo mandarla a LUI come prova dell’ atto avvenuto.

Mi ha inondata quattro volte, e tra il sesso e il godimento frammenti di tenerezza, di parole, di storie che s’ icrociavano.

Il giorno dopo sarebbe tornato a Parigi, non volevo lasciarlo andare via. Mi ha baciata più volte, era come se ci fossimo legati in qualche modo…che mi è successo? Si, sono venuta meno alle regole…

DSCN1883La prima volta in cui sono entrata in quella chat sono stata letteralmente sommersa di richieste.

Prima domanda: quanti anni hai? Non dovevo essere poi così vecchia se continuavano il dialogo.

Seconda domanda: cosa fai? Intendendo se incluso o escluso anal sex.

Terza domanda: quante rose vuoi?

Ho capito quasi subito che “rose” era un eufemismo per non usare apertamente la parola soldi.

Spiegavo che ero disposta a tutto, che non ero una professionista, che mi eccitava l’ idea di essere pagata per fare sesso ma che, non agendo per soldi mi permettevo il lusso di scegliere con chi farlo. In genere mi chiedevano che lavoro facessi. Raccontavo loro la verità, che ero una manager in carriera, una donna seria e rispettata di giorno che la notte dava vita alle proprie fantasie. Questo li eccitava da impazzire.

In genere eliminavo quelli palesemente volgari, agli altri concedevo un dialogo su msn. Avevo creato un nuovo profilo, scattato foto in  cui ero completamente nuda, in pose maliziose ma senza mostrare mai il volto.

Non ero capace di restare fredda e distaccata, dialogavo essendo me stessa, senza finzioni, e giocavo a far eccitare chi era dall’ altra parte del pc. Chiedevo cifre molto alte, dai 300 euro in su, quasi tutti accettavano, salvo poi scoprire che non avevano alcuna intenzione di pagare convinti di potermi sedurre dopo avermi incontrata.

Immaginavo una camera d’albergo, un uomo sconosciuto che posava i soldi sul comodino e mi dava ordini dopo avermi comprata. Ero la sua puttana, ma non la sua schiava. Sognavo di vestirmi di calze autoreggenti, tacchi a spillo e completi intimi costosissimi acquistati con i soldi dei miei clienti. Ho iniziato così questa mia seconda vita, con molta calma, senza fretta, con la voglia di trovare la persona giusta con cui mettere in atto il mio gioco.

LUI mi rimproverava di essere troppo sentimentale, diceva che una vera puttana non sceglie, scopa e basta, ma io non ero ancora pronta.

Adesso è diverso. Ieri LUI mi ha chiamata, ha detto che mi manda un suo amico di colore a scoparmi, ho accettato, abbiamo appuntamento giovedì.